Finding the way
"The real voyage of discovery consists, not in seeking new landscapes, but in having new eyes". Marcel Proust
giovedì 19 dicembre 2013
Casa Bombo
Casa bombo è stata la mia casa per 2 mesi. Un bed & breakfast nel pieno centro dell’albaycin, con una terrazza bellissima che affaccia sull’alhambra. Ho trovato Casa Bombo tra le liste degli host di workaway.org. Il lavoro non è stato pesante, ma come in ogni lavoro ha richiesto degli orari da rispettare.
Quando un gruppo di persone è sottoposto a schemi gerarcici sembra automatico il generarsi di situazioni di insoddisfazione. Casa Bombo non è stata diversa. Lavorando si incontrano tante persone con i loro, più o meno piccoli, problemi. Ma nonostante lamentele e polemiche di ogni tipo, ho trascorso un bel periodo. Il lavoro era chiaramente legato all’accoglienza dei clienti, al servire la colazione etc...ma non mi bastava, volevo lasciar qualcosa di veramente mio: così l’insegna alla porta e la mappa per raggiungere Casa Bombo, da ora in poi saranno made by Nadiuska :D.
Purtroppo non è sempre facile trovare un host disponibile nel posto che abbiamo scelto di esplorare.
Ma questa è un’altra storia.
Granada
Granada è bella....bellissima. Ogni cosa a Granada nasconde le contaminazioni più disparate. Mussulmani, ebrei, cattolici, genti dalle fedi più disparate l’hanno resa tale. Una sorta di “competizione” a chi più riusciva a renderla splendente. L’alhambra, uno dei più maestosi simboli della presenza araba è riuscita miracolosamente a sopravvivere alla devastante conquista dei re cattolici che hanno pensato bene di insediarvisi. Lo stesso non si può dire per le numerose moschee che dopo la conquista cattolica sono state distrutte e sostituite da chiese. I cattolici hanno voluto imporsi in tutti i modi possibili alla precedente presenza araba; un esempio è la chiesa costruita all’interno dell’alhambra, volutamente più alta di qualsiasi altra costruzione all’interno, proprio a voler simboleggiare la loro grandezza. Alcuni pensano che lo stesso Jamon iberico, prosciutto tipico spagnolo, il modo in cui si siano impegnati per produrre un prodotto di alta qualità, sia in qualche modo dovuto al voler concentrare le loro abilità su un animale che per gli arabi era ed è tutt’ora considerato impuro e quindi da bandire. Verità o leggenda?
La grandezza degli arabi è visibile anche tra i vicoli più antichi della città, l’albaycin e il sacromonte, dove acquedotti e sistemi fognari furono diligentemente costruiti ai tempi del loro massimo splendore. Anche l’agricoltura deve in parte la sua ricchezza alla presanza araba. Si dice infatti che dopo la conquista cattolica, i re, riconoscendo negli arabi abilità superiori, pensarono bene di scacciare da ogni “pueblo” ossia ogni villaggio tutti i mussulmani ad eccezione di poche famiglie a cui sarebbe stata “succhiata” tutta la loro conoscenza negli ambiti più disparati.
Oggi la lontana presenza araba è ancora forte nella città. Teterias arabeggianti (sala da tè dove si possono degustare tè esotici), negozietti con oggetti strappati da qualche bazar nordafricano, hammam etc...si susseguono nelle viuzze dell’albaycin. Credo che ci sia poco di autentico in questo e che sia molto probabilmente una conseguenza del fiorente turismo che caratterizza la città. Nonostante tutto non mi disturba e lo trovo decorativo.
Più autentici invece restano i carmen, le tipiche abitazioni dell’albaycin. Carmen significa letteralmente giardino, proprio perchè ogni abitazione di questo tipo comprendeva vari giardini, un atrio antistante e delle case con decorazioni arabe coloratissime. Successivamente alla riconquista cattolica queste case si sono arrichite di icone dei santi cattolici senza però contrastare i decori arabi già presenti, ma al contrario inserendosi armoniosamente in questi.
A quanto pare Granada è sempre stata e lo è ancora la meta di molti. Accanto all’ingombrante presenza dei turisti, si susseguono i granaini, gli studenti, i nordafricani, i fricchettoni, gli artisti di strada, gli artigiani, i senegalesi e i gitani. Questi ultimi, come gli arabi, hanno sicuramente contribuito a trasmettere un’identità forte alla città. Il flamenco infatti è un loro prodotto ed è ora una delle cose più richieste dai turisti.
Certo non è sempre stato così, infatti dapprima i mussulmani e successivamente i gitani, furono ghettizzati all’interno del quartiere di Sacromonte, fatto di case scavate nelle rocce: las cuevas. Oggi anche questo è un oggetto di attrazione turistica, ma ancora oggi c’è gente che ci vive: gli stessi gitani, immigrati senza permesso di soggiorno, hyppies etc..
Non nego che queste costruzioni siano affascinanti, ma spesso la gente che ci vive non ha nè acqua nè elettricità. A volte però c’è qualcuno che si ingegna. La cueva che ho avuto modo di visitare apparteneva a dei senegalesi super gentili ed accoglienti e possedeva sia acqua che elettricità, presa chissà da dove. I ragazzi senegalesi mi offrirono della frutta e del caffè senegalese, un mix tra un caffè americano e un tè super aromatizzato. Parlammo insieme del senegal, di come si vive, della loro religione e mi fecero ascoltare delle canzoni tipiche religiose.
Granada è insomma un posto che accoglie tutto e tutti...
domenica 20 ottobre 2013
Il potere di un mignolo
Buona domenica!
Ieri passeggiando tra le viuzze dell'albayzin non ho potuto fare a meno di seguire il vociare festoso della gente. Giunta sul luogo della fiesta mi sono trovata difronte ad una cosa davvero bizzarra: una sorta di processione di persone molto allegre, con abiti molto fantasiosi, portava con sè una reliquia molto piccola. Dopo varie investigazioni ho potuto sapere cosa si celasse dietro a tutta questa baraonda: il protagonista di questa storia è un certo Chemi, un gitano danzatore di flamenco, che a causa di un incidente stradale in bicicletta perse il mignolo di un piede. A causa di questa grave perdita il povero Chemi non poteva più ballare il flamenco, così si rivolse alla corte per ottenere un risarcimento che ottenne senza problemi. A questo punto bisognava dare al mignolino una degna sepoltura. Si narra che questo mignolo sia stato il fautore di molti miracoli (di non so esattamente che tipo) e che per questa ragione ogni anno, nel giorno del terribile incidente si festaggia il Santo Meñique Incorrupto (Santo mignolo incorrotto). Se questa storia vi sembra assurda beh, immaginatevi la mia faccia quando tutti a un certo punto urlavano: mignolo!mignolo!mignolo! C'è sempre una ragione per fare festa!
sabato 19 ottobre 2013
Un blog di poche pretese
Ciao!
Emozioni, sensazioni, pensieri di un viaggio, iniziato a caso, da una città a caso con una meta a caso.
Ho cominciato a viaggiare 10 giorni fa, dopo aver chiuso un capitolo importante della mia vita. Parlo di un luogo che per 10 intensi anni mi ha ospitato, cambiato e a modo suo amato: Firenze. Con lei ho lasciato amicizie, amori perduti, felicità e delusioni.
Questa separazione ha scatenato l'inizio della mia ricerca verso posti sconosciuti in cui non troverò sicuramente quello che cerco...ma che sicuramente mi darà la possibilità di osservare il mondo con altri occhi. Questo percorso ha poche pretese: imparare almeno una nuova lingua e riuscire a sopravvivere per 6 mesi con meno di mille euro. A scriverlo sembra impossibile anche a me, eppure c'è un modo per viaggiare a basso costo...ospitalità gratuita e cibo, in cambio di lavoro.
L'inizio di questo mio viaggio mi ha portato in Spagna dove lavoro in un ostello nella incantevole Granada nel cuore dell'Albayzin. Quando mi sveglio al mattino per preparare la colazione agli ospiti, non credo ai miei occhi, l'Alhambra si staglia davanti ai miei occhi in tutta la sua fierezza e onniscienza, protagonista e spettatrice di secoli di storia. Ho deciso che rimarrò qui a Casa Bombo (così si chiama l'ostello) per 2 mesi circa, per poi proseguire verso altre mete ancora non esattamente stabilite.
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